Manifesto
Il nostro punto
Le vere notti magiche sono le notti Mundial.
Sì, d'accordo c'è anche l'Europeo, che qualche volta ci ha fatto sognare e che ci ha regalato la nostra più recente soddisfazione, però i Mondiali dobbiamo ammettere che sono un'altra cosa perchè l'atmosfera che si crea durante questo evento planetario non trova paragoni in niente di simile.
Il nostro primo Mondiale "cosciente" fu Mexico '70 (tralasciamo '62 e '66, troppo piccoli per vivere questo tipo di emozioni) e da allora ne sono successe di cose, due "vinti", due "persi" in finale, un terzo ed un quarto posto, ma anche eliminazioni dolorose ed ingiuste. Gioie e delusioni dunque, ma sempre con la nostra Nazionale ai blocchi di partenza e quindi sempre con la speranza di arrivare al traguardo.
Va da sé che la terza eliminazione consecutiva abbia avuto degli strascichi psico-morali non indifferenti. Per carità, parliamo sempre di calcio, ma non sarei obbiettivo se non dicessi che, se con le altre due avevamo imparato civilmente a convivere, questa volta non l'abbiamo proprio digerita.
Dodici anni senza Azzurri al Mondiale: se qualcuno l'avesse detto 20 anni fa, quando alzammo la Coppa, probabilmente l'avremmo considerato un po' matto. Ed invece fu forse proprio quella vittoria l'inizio della nostra caduta dall'Olimpo degli dei per sprofondare nell'anonimato più assoluto, facile preda anche di avversari che un tempo incontravamo forse nelle amichevoli di preparazione.
Il gioco, ma soprattutto il mondo del calcio (inteso come ciò che ruota intorno al pallone) sono cambiati nel frattempo, distanti anni luce da quegli anni ancora un po' goliardici. Il primo pensiero è che siamo stati noi a non adeguarci, a stare a guardare mentre altri ci superavano e distaccavano e che tuttora ci limitiamo ad aspettare chi ci sta raggiungendo.
Ma perchè? Che cosa può essere successo?
E qui si aprono dibattiti, liti, proclami. Sui Media, sui Social (e al Bar) tutti si scatenano alla ricerca del colpevole sparando sempre sul bersaglio più grosso e comodo che, manco a dirlo, è rappresentato dalla dirigenza a capo del nostro carrozzone calcistico. Ma è veramente così? O è solo la nostra consueta ed insana abitudine di trovare un capro espiatorio e mortificarlo, talvolta (spesso) con modi molto poco civili?
E poi che succede? Passato il momento, piano piano tutto si sgonfia. Sui Media, sui Social (e al Bar) se ne parla sempre meno. Il campionato incombe e l'interesse per la nostra squadra di club torna a prevalere su tutto il resto.
Ed è proprio questo che noi non vorremo fare questa volta. Non vorremo che, chiusi i riflettori dei Mondiali, al di là di una breve parentesi che si verificherà alla scelta del nuovo CT, tutto tornasse nell'oblio, per svegliarci tra 3 anni e qualche mese nel bel mezzo dell'ennesimo spareggio e magari con il rigore decisivo sbagliato. Perché siamo convinti che le cause di queste 3 dolorose eliminazioni non si possano semplificare attribuendole solo alle politiche del presidente federale di turno, alle scelte del CT, alle prestazioni non all'altezza di qualche giocatore nelle partite decisive o ai rigori sbagliati perchè calciati male (anche se un collo pieno a mezz'altezza, vicino al palo, a volte aiuta...).
Siamo convinti invece che si tratti di un intreccio di fattori che parte da lontano e che coinvolge un po' tutti: Presidente federale e Commissario Tecnico con scelte discutibili, media e social con le sensazionalistiche esaltazioni anche solo per un potenziale acquisto di questo o quel calciatore straniero.
E poi tutti noi, che non facciamo una piega se la nostra squadra del cuore contribuisce poco, o non contribuisce affatto, alla causa Azzurra.
Ecco, non appena si spegneranno i riflettori di questo (discutibile) Mondiale, noi accenderemo i nostri e tenteremo di tenerli puntati sulla via della qualificazione al Mondiale 2030. Proveremo a farlo specialmente con i numeri perchè siamo convinti che solo partendo dai dati di fatto si possano trarre conclusioni sensate che aiutino poi a trovare soluzioni.
Noi ce la metteremo tutta, nella speranza di contribuire anche in minima parte a rivivere nuovamente le Notti Magiche del Mundial.
Il Team di osservatorioazzurro.it