26 settembre 2026

A pensar male....

Il nostro manifesto parla chiaro: tentare di mantenere vivo l'interesse sulle dinamiche che coinvolgono la Nazionale "soprattutto con i numeri", ed è quello su cui ci stiamo impegnando.

Ci sono tuttavia situazioni nelle quali i numeri non bastano ad esprimere chiaramente un concetto quindi, in questi casi, oltre ai numeri bisogna ricorrere alle parole.

Lo scempio di ieri sera è una di quelle situazioni e, ovviamente, ci riferiamo all'umiliante 0-2 con il Belgio. Sì, perché di umiliazione si tratta a nostro avviso, dal punto di vista tecnico ma anche morale. Surclassati sul campo, l'Italia è sembrata per lunghi tratti una scolaresca nelle mani di feroci pirati. Veloci, precisi, onnipresenti, con idee di gioco e prestanza fisica nettamente superiori. E non stiamo parlando di caratteristiche fisiche, ma di convinzione, di voglia di fare, di consapevolezza che quella maglia rossa addosso rappresentava valori diversi da quelle indossate nei club. De Bruyne su tutti: sottotono e poco determinante nel suo club, ieri sera ha dispensato lezioni di calcio non solo ai giovani, ma soprattutto a coloro che avrebbero dovuto rappresentare l'ossatura di base per la ripartenza. Noi non abbiamo visto note positive nei gol sbagliati o salvati dal portiere perché fanno semplicemente pari con i salvataggi del nostro portiere, senza i quali avremmo chiuso il primo tempo con un passivo ben maggiore.

E arriviamo alle convocazioni, due in particolare: un ragazzo per il quale la dirigenza si vanta di averlo convinto a vestire l'azzurro invece che il rossocrociato, colori con i quali aveva giocato nelle giovanili ed un altro "pescato" dalla serie B tedesca, entrambi caricati di una responsabilità più grande di quella che un ragazzo della loro età dovrebbe avere. Intendiamoci, non discutiamo né le persone né le loro qualità, ma perché allora della Serie B italiana non ne vogliamo parlare?

E subito sorgono domande alle quali vorremmo trovare una risposta: ma non abbiamo già in casa nostra qualche giovane promettente che stia ben figurando nel nostro campionato? A noi onestamente ne viene in mente più di qualcuno e, soprattutto, viene in mente la squadra che in questo momento è un po' la rivelazione dell'inizio di stagione dove qualcuno di questi giovani milita.

Ed ecco che qui, oltre alle domande, arrivano i cattivi pensieri: ma non sarà che questa squadra rivelazione che è la più virtuosa dal punto di vista della "valorizzazione" del made in Italy con oltre il 60% di minuti concessi a giocatori italiani, stia dando un po' di fastidio? Non è che convocare un paio di questi ragazzi vorrebbe dire ratificare il fallimento della politica di alcune squadre di club intrise di stranieri? Magari proprio le cosiddette grandi?

E i Sigg.ri Procuratori ne sarebbero contenti? Oppure i loro profitti sarebbero messi a rischio dal minore giro di stranieri che vanno e vengono e che, indipendentemente se fanno bene o male, rimpinguano costantemente le loro tasche?

E via di seguito, le domande scomode non finirebbero qui.

Noi però ci fermiamo perché non vorremmo scadere nel facile complottismo senza avere delle prove concrete. Continueremo a monitorare, tramite i numeri e le statistiche perché rimaniamo sempre dell'idea che i numeri non mentano mai e quello che abbiamo visto nello 0-2 di ieri sera lo conferma: tutte le analisi ed i dati pubblicati a partire dal "calcio d'estate", passando per la campagna acquisti, per finire alle 5 giornate di campionato giocate, portavano in questa direzione e, alla fine, la triste sentenza è arrivata inesorabile.

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